Alberto Grollo & Five String Quartet al Quartiere Latino

Oggi, domenica 4 dicembre alle ore 17.00, appuntamento da non perdere alla Libreria Quartiere latino in via XI Febbraio 34 a Conegliano: Alberto Grollo presenta il suo ultimo disco intitolato “Live in Shalott”, registrato dal vivo insieme al quartetto d’archi Five Sting Quartet.
Un’occasione per ascoltare dal vivo Alberto Grollo e il Five String Quartet, con i quali anche il Coro Improvvisando in passato si è esibito.

Alla presentazione del disco interverranno anche: Andrea Del Favero, direttore artistico di Folkest, il più importante festival etnico d’Europa, che ha visto protagonista proprio Alberto Grollo in più occasioni (ricordiamo l’emozionante performance assieme al Coro Improvvisando nel 2010); Philippe Pypaert, responsabile programmi e Scienze dell’Unesco; Riccardo Zappa, considerato il più significativo chitarrista acustico italiano.
Di seguito il comunicato stampa.

Dopo due anni e decine di concerti fatti insieme, Alberto Grollo ed il quartetto d’archi tutto femminile “Five string quartet” hanno ritenuto che fosse arrivato il momento di concretizzare il loro rapporto musicale con qualcosa di importante. L’ipotesi di un disco dal vivo è sembrata loro la più idonea per poter trasmettere quel senso di festa che si materializza nei loro concerti, nei quali mescolano senza tanto rispetto filologico una piccola orchestra di musica classica con chitarre moderne e stili molto differenti, il tutto fuso in un patchwork che avvicina musica celtica e samba, sinfonie e rock, Bach ed i Beatles. Il titolo è “Live in Shalott”
La voce straordinaria di Federica Capra inoltre incanta sempre chiunque l’ascolti.
La precisione, gli affascinanti intrecci armonici e melodici tipici della colta musica classica si sono così intrecciati con il ritmo, l’energia, la comunicativa del rock acustico, il sentimento struggente ed evocativo della musica celtica e l’estro e l’unicità delle composizioni di Alberto Grollo.
In vent’anni di carriera musicale il chitarrista produce molti album, due dei quali sono stati votati nei rispettivi anni di uscita (1998 e 2000) “migliore album di musica strumentale italiana dell’anno”, dalla rivista “SUONO”.
I suoi brani vengono trasmessi su Alitalia, Air Lauda, Swissair ed altre linee aeree europee come musica di rilassamento durante i voli, utilizzati per sonorizzare documentari, pubblicità e per colonne sonore di film.
Ha partecipato a manifestazioni fondamentali quali fra cui Festival della canzone d’autore di San Remo, Biennale-Arte di Venezia nel 2009 e Festival internazionale del cinema di Venezia nel 2006 e 2007,.al più importante festival chitarristico europeo a Issoudun in Francia, come unico italiano presente per l’anno 2003, al festival chitarristico internazionale di Nashville nel luglio 2007 e all’Istituto italiano della Cultura di Londra nel 2008, 2009 e 2010.
Ha suonato in varie tournee in USA, Francia, Germania,Gran Bretagna, Slovenia e Croazia.
E’ stato inserito in varie enciclopedie, fra cui “La grande guida alla musica strumentale” ed” I grandi artisti di New Age”ed in molte compilations italiane e straniere.
Docente al corso di “Chitarra moderna “ presso l’Istituto musicale Benvenuti di Conegliano Veneto.
Il Quartetto d’archi denominato FIVE STRING QUARTET è composto da Federica Capra (voce e violino), Eleonara Pavan, Giulia Galasso (violini) e Giorgia Pavan (violoncello)
Proprio in ossequio al titolo del disco, il primo brano si intitola “The lady of Shalott”, composto dall’affascinante cantautrice canadese Loreena Mc Kennit su un poema romantico di metà ottocento del poeta inglese Alfred Tennyson, narrante la storia d’amore fra sir Lancillotto e Ginevra. Il breno viene giocato su arpeggi di chitarra, intrecci di violini e la splendida voce di Federica Capra. Il brano seguente ci porta non molto distante, in Irlanda, anche se il compositore è il veronese Massimo Bubola: un “Cielo d’Irlanda” con inizio in stile Battiato ed uno sviluppo che si avvicina alla musica country-bluegrass.
Il disco continua con un classico di Alberto, “Verso st. David’s”, che come altri brani che seguiranno si rifà alla sua amata cultura celtica. Segue un’arrangiamento nel quale di sicuro pochissimi si sono avventurati: “Atom heart mother” dei Pink Floyd, un’opera di classic rock datata 1970 che il chitarrista adatta a quartetto d’archi e qui l’emozione sale….
Ma, tanto per stemperare una situazione così… “impeganta”, arriva “Sweet home Chicago”, di Robert Johnson (ma portata alla notorietà dai Blues Brothers) e qui è bello immaginarsi queste musiciste classiche scatenarsi in un rock-blues.
Il momento forse più intenso è comunque la “Sinfonia delle Dolomiti”, composta da Alberto in occasione della dichiarazione di queste splendide montagne “Parimonio dell’Umanità” dall’Unesco: momenti solenni, arpeggi ora delicati, ora decisi, un susseguirsi di chiaro-scuri di grande atmosfera.
Da qui in poi altri brani, sempre molto coinvolgenti… da notare lo strano ed azzeccato “Patchwork”, che raccoglie in circa 4 minuti la bellezza di quindici canzoni (alcune di esse famosissime) che in comune hanno lo stesso giro di accordi. Poi Beatles, Simon & Garfunkel, ancora Pink Folyd, fino all’ultima “Bouree” di Johann Sebastian Bach, che inizia in maniera impeccabilmente classica e si sviluppa alla fine in un travolgente swing.

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